TR CU 012 – Certificato EAC EX per atmosfere classificate, Atex Russia

Il certificato EAC EX rappresenta il documento di base della normativa per le apparecchiature idonee all’uso in zone classificate. Nell’ambito delle certificazioni EAC, questo particolare certificato EAC è dedicato ai prodotti antideflgranti ed è emesso in accordo al TR CU 012 (2011) dell’Unione Doganale Eurasiatica, uno dei Regolamenti Tecnici EAC in vigore a partire dal 2012 che regolano la produzione in commercio sui mercati di Russia, Bielorussia, Kazakistan e più tardi di Armenia e Kirghizistan. Il certificato EAC EX in conformità alle norme del TR CU 012 (2011) è comparabile al certificato ATEX europeo.
Il regolamento espone i requisiti necessari per la conformità alle disposizioni di sicurezza di dispositivi e apparecchiature in genere, il cui uso implica posizionamento in atmosfera potenzialmente esplosiva. In conseguenza del rischio intrinseco della tipologia di prodotto ed area d’uso, la fattispecie della dichiarazione EAC non è prevista.
Certificato EAC EX: prodotti soggetti alla normativa
Il Regolamento Tecnico EAC, TR CU 012/2011 e` indirizzato sia alle apparecchiature elettriche ed ai loro componenti, che a quelle che non fanno uso di alimentazione elettrica.
L’identificazione dei prodotti che rispettano le caratteristiche elencate nel regolamento TR CU 012/2011 è possibile grazie alla presenza dell’apposita marcatura EAC EX posta sul prodotto stesso e sulla documentazione relativa. Da tale marcatura si è diffusa la denominazione Certificato EAC EX, dove EAC si riferisce alla normativa unificata dell’Unione Economica Eurasiatica di cui Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kazakistan e Armenia che fanno parte ed aderiscono al sistema di certificazioni, mentre EX si riferisce alle proprietà antifdeflagranti del prodotto. Al contrario della certificazione ATEX, il Regolamento Tecnico EAC 012/2011 non si applica per gli apparecchi ad uso medico.
È importante notare che la certificazione ai sensi del Regolamento Tecnico EAC, TR CU 012/2011 deve ottenersi sia sul prodotto oggetto della vendita che su tutte le componenti che conferiscono all’apparecchiatura le speciali proprietà che ne permettono l’uso in atmosfera esplosiva. Il processo di certificazione varia a seconda del tipo di prodotto e della validità temporale della certificazione, in quanto può essere richiesta per singola esportazione fino ad un massimo di 5 anni. Il certificato EAC EX in accordo al TR CU 012/2011 richiede obbligatoriamente un’ispezione presso lo stabilimento di produzione, oltre che test specifici su campioni dell’apparecchiatura ed un’estesa documentazione in lingua russa.
Per quanto rigurda le apparecchiature prodotte in Italia, in UE o comuque fuori dai paesi dall’Unione Eurasiatica, che devono ottenere il certificato EAC EX in accordo alla normativa TR CU 012/2011 per essere utilizzati in zone classificate, la procedura di certificazione più spesso scelta prevede l’emissione preventiva di una dichiarazione od un certificato ATEX sull’apparecchiatura o sull’impianto interessato, completa di analisi dei rischi dove tutte le criticità e soprattutto tutti i componenti ATEX completi dei relativi certificati, sono elencati ed analizzati.
Evoluzione e significato della certificazione EAC antideflagrante: una prospettiva storica
Il certificato di protezione dalle esplosioni, noto anche come certificato di conformità delle apparecchiature antideflagranti, rappresenta una pietra miliare fondamentale nel garantire la sicurezza in ambienti potenzialmente esplosivi. Questo documento ufficiale attesta che un’apparecchiatura specifica ha superato rigorosi test e procedure di valutazione, dimostrando la sua capacità di operare in modo sicuro senza innescare esplosioni. Tale certificazione non è un mero adempimento burocratico, bensì il risultato di una lunga storia di ricerca, sviluppo normativo e consapevolezza crescente dei rischi connessi all’utilizzo di apparecchiature in atmosfere pericolose.
Nel 2005, un evento significativo ha segnato la diffusione della conoscenza e della storia in questo campo: la pubblicazione del primo numero della rivista “Ex-equipment”. Questa pubblicazione ha rappresentato un importante forum per esplorare la storia della protezione dalle esplosioni, analizzare gli incidenti passati e presentare le evoluzioni tecnologiche e normative. La rivista ha contribuito a creare una coscienza collettiva sull’importanza della sicurezza antideflagrante, rivolgendosi a esperti del settore, produttori e utilizzatori di apparecchiature.
Per comprendere appieno il significato della certificazione, è essenziale ripercorrere la storia e la cronologia delle informazioni che definiscono le caratteristiche e i dati delle apparecchiature antideflagranti. Questo percorso storico rivela come si è evoluto il pensiero in materia di sicurezza, quali sono stati i principali traguardi tecnologici e come le normative si sono adattate alle nuove sfide e alle crescenti esigenze di sicurezza.
La genesi della certificazione affonda le radici nella necessità di regolamentare l’impiego di materiali e apparecchiature in contesti dove la presenza di sostanze infiammabili o esplosive rappresenta un pericolo costante. Inizialmente, l’approccio alla protezione dalle esplosioni era spesso empirico e basato sull’esperienza pratica. Tuttavia, con il progresso scientifico e tecnologico, si è compresa la necessità di definire standard e procedure di valutazione rigorose per garantire un livello di sicurezza uniforme e affidabile.
La storia della protezione dalle esplosioni è intrinsecamente legata alle raccomandazioni proposte dalla Commissione Elettrotecnica Internazionale (IEC). Questo organismo internazionale svolge un ruolo cruciale nello sviluppo di standard tecnici globali, inclusi quelli relativi alle apparecchiature destinate all’uso in atmosfere esplosive. Le normative nazionali e regionali, come il GOST in Russia, il sistema FM negli Stati Uniti e l’ATEX in Europa, pur presentando specificità proprie, si ispirano in larga misura ai principi e alle linee guida elaborate dall’IEC. Questo approccio armonizzato facilita il commercio internazionale e promuove un livello di sicurezza elevato e comparabile a livello globale.
Le normative, come il GOST 22782, il GOST R 51330, il 52350 e il GOST R IEC 60079 in Russia, definiscono la classificazione delle aree pericolose, i requisiti tecnici che le apparecchiature devono soddisfare e le procedure di certificazione da seguire. Questi standard sono il risultato di un continuo processo di revisione e aggiornamento, mirato a incorporare le migliori pratiche, le nuove tecnologie e le lezioni apprese dagli incidenti. La loro applicazione garantisce che le apparecchiature elettriche antideflagranti siano progettate, costruite e testate per prevenire l’innesco di esplosioni in presenza di miscele infiammabili.
Il processo di classificazione delle apparecchiature elettriche antideflagranti e la loro assegnazione a specifiche categorie rappresentano un aspetto cruciale della certificazione. Questa classificazione si basa sul tipo di protezione adottato (ad esempio, antideflagrante “d”, sicurezza intrinseca “i”, ecc.), sul gruppo e sulla sottoclasse del gas o della polvere per cui l’apparecchiatura è progettata, e sul livello di protezione (ad esempio, EPL Gc, EPL Ga per i gas; EPL Dc, EPL Da per le polveri). La corretta classificazione e selezione dell’apparecchiatura in base alle caratteristiche dell’area pericolosa è fondamentale per garantire la sicurezza degli impianti.
Le apparecchiature antideflagranti svolgono un ruolo essenziale in una vasta gamma di settori industriali, tra cui l’industria petrolifera e del gas, la chimica, la petrolchimica, l’industria mineraria, l’agroalimentare e molti altri. In questi contesti, le apparecchiature sono utilizzate per funzioni diverse, dalla visualizzazione e regolazione di processi all’automazione e alla telecomunicazione. La loro capacità di operare in sicurezza in presenza di atmosfere potenzialmente esplosive è quindi di vitale importanza per la prevenzione di incidenti e la protezione di vite umane e beni materiali.
L’ottenimento di un certificato di protezione dalle esplosioni per le apparecchiature prevede un processo rigoroso che coinvolge test di laboratorio, valutazione della documentazione tecnica e audit dei processi produttivi. Il certificato, rilasciato al produttore per un periodo di tempo limitato (spesso fino a tre anni), è generalmente soggetto a controlli di ispezione annuali per verificarne la continua validità e la conformità alle normative. Questo meccanismo garantisce che le apparecchiature mantengano nel tempo le loro caratteristiche di sicurezza.
La responsabilità della sicurezza antideflagrante è condivisa tra diversi attori: i produttori, che devono progettare e fabbricare apparecchiature conformi agli standard; i fornitori, che devono garantire la corretta selezione e installazione delle apparecchiature; e gli acquirenti/utilizzatori, che devono assicurare la manutenzione e l’utilizzo appropriato delle apparecchiature nel rispetto delle normative e delle condizioni operative.
In conclusione, la storia della certificazione EAC delle apparecchiature antideflagranti è un racconto di progressivo affinamento delle conoscenze, di sviluppo tecnologico e di crescente consapevolezza dell’importanza della sicurezza in ambienti pericolosi. Le normative, gli standard internazionali e i processi di certificazione rappresentano gli strumenti attraverso i quali si concretizza l’impegno per la prevenzione degli incidenti e la protezione delle persone e dell’ambiente. Comprendere la storia e l’evoluzione di questo campo è fondamentale per apprezzarne il valore e per continuare a promuovere una cultura della sicurezza sempre più solida e efficace.
Richiedi un preventivo rapido
Tempi e costi del certificato di Conformita` per apparecchiature in atmosfera esplosiva, secondo Regolamento Tecnico EAC TR CU 012/2011
Tempi di emissione dal giorno della consegna di tutti i documenti richiesti: 1-2 mesi
Costo totale : a partire da 6000 Euro
I costi del possono variare a seconda della validità temporale richiesta, del prodotto oggetto della certificazione e del numero di varianti del prodotto, o dei diversi prodotti se considerati simili.
Il pacchetto di documenti, a partire dal primo luglio del 2018, oltre che raccolto dall’organo di certificazione, deve essere caricato integralmente sul sistema informatico centralizzato, aperto in ogni momento ad un controllo da parte delle autorità. I documenti che possono comporlo, sono generalmente i seguenti:
- per il preventivo:
- codice doganale
- descrizione del prodotto
- disegni
- luogo di installazione
- temperature di utilizzo
- componentistica ATEX e realtive classificazioni
- classificazione della zona
- paese di produzione
- percentuale di composizione per l’abbigliamento e l’arredamento
- per l’emissione del documento, oltre ai documenti richiesti per il preventivo:
- contratto di vendita o delega che collega produttore e richiedente
- atto di fondazione della società sponsorizzante
- certificati di conformità
- ragione sociale del produttore
- richiesta di certificazione (prodotta dall’ente di certificazione)
- Documenti operativi: passaporto tecnico russo, manuale d’uso e manutenzione in russo (entrambi i documenti possiamo fornirli noi in forma standard per il tipo di prodotto in linea con direttive russe vigenti)
- Una descrizione delle scelte tecniche e di valutazione dei rischi che confermano il rispetto dei requisiti di sicurezza
- Analisi dei rischi ATEX
- componentistica ATEX e realtivi certificati
- Certificato ISO sui processi
- Caratteristiche tecniche
- Protocollo di test del produttore
- Ispezione di fabbrica e relativi report
- Altri documenti, che confermano direttamente o indirettamente la conformità dei prodotti ai requisiti di sicurezza del regolamento tecnico :
- Fotografie
- Disegni / schemi
Calendario di entrata in vigore dei regolmenti tecnici EAC
- TR CU 006/2011 sulla sicurezza dei prodotti pirotecnici;
- TR CU 019/2011 sulla sicurezza dei dispositivi di protezione individuale;
- TR CU 005/2011 sulla sicurezza degli imballaggi;
- TR CU 007/2011 sulla sicurezza dei prodotti per bambini e adolescenti;
- TR CU 008/2011 sulla sicurezza dei giocattoli;
- TR CU 009/2011 sulla sicurezza di profumeria e cosmesi;
- TR CU 017/2011 sulla sicurezza dei prodotti dell’industria leggera (abbigliamento);
- TR CU 013/2011 sulla qualità del carburante automobilistico e aeronautico, benzina, diesel e combustibile per uso marittimo, carburante per aerei e olio combustibile;
- TR CU 004/2011 sulla sicurezza delle apparecchiature a bassa tensione;
- TR CU 010/2011 sulla sicurezza delle macchine e attrezzature;
- TR CU 011/2011 sulla sicurezza degli ascensori;
- TR CU 012/2011 sulla sicurezza della apparecchiature per atmosfera potenzialmente esplosiva;
- TR CU 016/2011 sulla sicurezza delle apparecchiature funzionanti a combustibile gassoso;
- TR CU 020/2011 sulla compatibilità elettromagnetica dei dispositivi tecnici;
- TR CU 015/2011 sulla sicurezza del grano;
- TR CU 021/2011 sulla sicurezza dei prodotti alimentari;
- TR CU 022/2011 sulle norme della marcatura dei prodotti alimentari;
- TR CU 023/2011 per succhi di frutta e prodotti derivati da frutta e verdura;
- TR CU 024/2011 per prodotti ottenuti da oli e grassi animali e vegetali;
- TR CU 027/2012 sugli alimenti dietetici, tra cui alimenti dietetici destinati a fini medici speciali;
- TR CU 029/2012 sulla sicurezza degli additivi alimentari, aromatizzanti e coadiuvanti tecnologici;
- TR CU 026/2012 sulla sicurezza delle imbarcazioni fino a 20 metri;
- TR CU 032/2013 sulla sicurezza delle attrezzature a pressione;
- TR CU 030/2012 Oli e grassi lubrificanti, lubrificanti e fluidi speciali;
- TR CU 001/2011 033/2013 sulla sicurezza del latte e derivati del latte;
- TR CU 034/2013 sulla sicurezza delle carni e prodotti a base di carne;
- TR CU 025/2012 sulla sicurezza di mobili e oggetti d’arredamento;
- TR CU 028/2012 sulla sicurezza di materiale esplosivo e prodotti a base di esplosivo;
- TR CU 001/2011 sulla sicurezza del materiale rotabile ferroviario;
- TR CU 002/2011 sulla sicurezza dei mezzi ferroviari ad alta velocità;
- TR CU 003/2011 sulla sicurezza delle infrastrutture ferroviarie;
- TR CU 018/2011 sulla sicurezza dei veicoli a motore;
- TR CU 014/2011 sulla sicurezza delle strade.
- TR CU 031/2012 sulla sicurezza dei trattori agricoli o forestali e dei loro rimorchi.






















