Certificazione EAC – TR CU

La certificazione EAC, o piĂš precisamente certificazione di conformitĂ ai regolamenti tecnici dell’Unione Economica Eurasiatica (precedentemente Unione Doganale), è un attestato fondamentale che sancisce la conformitĂ di un prodotto ai requisiti di sicurezza stabiliti dai regolamenti tecnici unificati all’interno di questo spazio economico. Tale tipologia di certificazione è contraddistinta dalla presenza della marcatura EAC, un sigillo di garanzia che indica il superamento delle valutazioni di conformitĂ previste. La marcatura EAC viene obbligatoriamente apposta sia sui prodotti per i quali è stata ottenuta una Dichiarazione EAC che un Certificato EAC, rappresentando in entrambi i casi l’adempimento degli obblighi normativi.
L’acronimo EAC, come precedentemente accennato, sta per “ConformitĂ Eurasiatica” e sottolinea l’adesione agli standard tecnici comuni adottati dai paesi membri dell’Unione Eurasiatica: Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Russia. Questa unificazione normativa mira a semplificare la circolazione delle merci all’interno del territorio dell’Unione, garantendo al contempo un elevato livello di sicurezza per i consumatori e l’ambiente. I regolamenti tecnici dell’Unione Eurasiatica definiscono i requisiti obbligatori per una vasta gamma di prodotti, spaziando da quelli industriali ai beni di consumo.
Per i prodotti soggetti a tali regolamenti tecnici, la verifica obbligatoria della conformitĂ ai requisiti di sicurezza si concretizza, come anticipato, attraverso due principali strumenti: la Certificazione EAC e la Dichiarazione di ConformitĂ EAC. La scelta tra l’una e l’altra procedura dipende dalla specifica tipologia di prodotto e dal livello di rischio associato al suo utilizzo. In termini semplici, ogni regolamento tecnico è corredato da elenchi dettagliati di merci per le quali è obbligatorio ottenere un Certificato EAC o una Dichiarazione EAC.
A titolo esemplificativo, rientrano nell’ambito della Dichiarazione EAC categorie di prodotti come gli alimentari, i cosmetici, i materiali da imballaggio e numerosi altri gruppi merceologici a basso rischio. Al contrario, prodotti destinati ai bambini e apparecchiature elettriche ed elettroniche sono generalmente soggetti all’obbligo di ottenere un Certificato EAC, data la maggiore criticitĂ e i potenziali rischi connessi al loro utilizzo.
La regolamentazione TR CU impone la presenza di una persona giuridica residente in uno dei cinque paesi membri, che richieda formalmente la procedura di verifica che conduce alla certificazione EAC, sia che questa si concretizzi in un certificato EAC che in una una dichiarazione EAC. Tale entitĂ , definita in russo Zayavitelâ (richiedente), appare sulla certificazione EAC come intestatario. Lâintestatario della certificazione non deve necessariamente avere un rapporto economico con il produttore e può delegare qualsiasi altro soggetto allâutilizzo del documento, per questo motivo possiamo, laddove ci sia la necessitĂ , possiamo intermediare il rapporto tra il produttore straniero ed un richiedente formale terzo per la certificazione EAC.
Ad oggi la maggior parte dei prodotti in commercio sono tenuti ad ottenere una certificazione EAC, a seconda dei casi dichiarazione o certificato, prima di essere immessa sul mercato dei Paesi dellâUnione Economica Eurasiatica. I prodotti che rientrano nelle casistiche regolate qui sotto inoltre, hanno il diritto e dovere di riportare il logo EACÂ nelle modalitĂ previste dalle stesse normative.
Il processo per ottenere un Certificato EAC prevede una serie di passaggi ben definiti e l’interazione con un Organismo di Certificazione accreditato all’interno dell’Unione Eurasiatica. Inizialmente, il richiedente è tenuto a predisporre e presentare una completa documentazione tecnica e normativa relativa ai prodotti fabbricati, unitamente a copie dei documenti costitutivi dell’azienda. Un elemento imprescindibile del processo è la fornitura di un campione del prodotto, necessario per l’esecuzione delle prove di certificazione presso laboratori accreditati. Tali prove sono finalizzate a verificare la rispondenza del prodotto ai requisiti di sicurezza stabiliti dai regolamenti tecnici applicabili. Al termine delle analisi di laboratorio, viene redatto un protocollo di prova che attesta i risultati ottenuti. Ă proprio sulla base di questo protocollo che l’Organismo di Certificazione accreditato rilascia il Certificato EAC.
La validitĂ di un Certificato EAC può variare considerevolmente, oscillando da un minimo di un anno a un massimo di cinque anni, a seconda dello schema di certificazione specifico selezionato e delle caratteristiche del prodotto. Ă importante sottolineare che la maggior parte degli schemi di certificazione prevede non solo una valutazione iniziale della conformitĂ , ma anche una procedura di analisi della produzione e un controllo ispettivo annuale obbligatorio. Ciò significa che, una volta trascorsi dodici mesi dalla data di rilascio del certificato, il titolare è tenuto a sottoporsi a una verifica ispettiva presso la propria sede produttiva per confermare il mantenimento delle condizioni di conformitĂ . Questa attivitĂ di sorveglianza periodica è cruciale per garantire nel tempo la sicurezza e la qualitĂ dei prodotti immessi sul mercato dell’Unione Eurasiatica.
La Marcatura della certificazione EAC: Un Sigillo di ConformitĂ nell’Unione Economica Eurasiatica
Molti consumatori avranno certamente notato la presenza del marchio EAC (EurAsian Conformity) apposto sugli imballaggi di svariati prodotti, in particolare quelli alimentari, ma anche beni industriali e di consumo. Questa sigla, apparentemente semplice, racchiude in realtĂ un significato cruciale nel contesto del commercio e della regolamentazione tecnica all’interno dell’Unione Economica Eurasiatica (UEE).
L’apposizione del marchio EAC non è una scelta arbitraria del produttore, bensĂŹ un requisito cogente stabilito dalle normative tecniche che regolamentano l’immissione sul mercato dei prodotti all’interno dei paesi membri dell’UEE. Questo blocco economico comprende attualmente Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan, e l’obiettivo primario della marcatura EAC è quello di garantire che i prodotti circolanti all’interno di questi stati abbiano superato rigorosi controlli di conformitĂ e rispondano ai requisiti di sicurezza, salute e tutela ambientale definiti dai regolamenti tecnici unificati.
In sostanza, il marchio EAC funge da notifica immediata per l’acquirente, indicando chiaramente che il prodotto è stato sottoposto con successo a tutte le prove di laboratorio, le valutazioni tecniche e le procedure di conferma obbligatorie previste dalle normative dell’Unione Economica Eurasiatica. Questo processo di certificazione, spesso complesso e articolato, mira a proteggere i consumatori e a garantire una concorrenza leale tra i produttori, assicurando che tutti i beni in commercio rispettino standard qualitativi e di sicurezza minimi comuni.
La presenza del marchio EAC su un prodotto è quindi una garanzia di conformitĂ alle normative tecniche dell’UEE, attestando che il fabbricante ha adempiuto a tutti gli obblighi previsti per immettere legalmente il proprio prodotto sul mercato eurasiatico. L’assenza di tale marcatura, laddove obbligatoria, può comportare il blocco della commercializzazione del prodotto, sanzioni amministrative e potenziali rischi per la sicurezza dei consumatori. Di conseguenza, la comprensione e il riconoscimento del marchio EAC sono elementi fondamentali sia per i produttori che intendono esportare nei paesi dell’UEE, sia per i consumatori che acquistano prodotti all’interno di questo vasto mercato.
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Procedure di emissione delle certificazioni EAC
L’ottenimento delle certificazioni EAC (Unione Economica Eurasiatica) è un passaggio fondamentale per l’immissione di prodotti sui mercati di Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Armenia. Il processo richiede la presentazione di una documentazione specifica, che va a costituire il fascicolo di prova del prodotto. La natura di questo pacchetto documentale varia in base alla tipologia di prodotto e al tipo di certificazione richiesta, ovvero una Dichiarazione EAC o un Certificato EAC.
Dal 1° luglio 2018, la raccolta e la gestione di questa documentazione sono state digitalizzate. Oltre alla raccolta da parte dell’organo di certificazione, l’intero pacchetto deve essere caricato su un sistema informatico centralizzato. Questo sistema è costantemente accessibile alle autoritĂ per controlli e verifiche, garantendo trasparenza e conformitĂ .
I documenti che possono comporre il fascicolo, sebbene non esaustivi, includono elementi specifici a seconda della categoria merceologica. Di seguito vengono forniti esempi per due macro-categorie:
Macchinari ed apparecchiature:
- Manuale d’uso e manutenzione: Ă obbligatorio che sia redatto in lingua russa, fornendo istruzioni chiare e dettagliate per l’utilizzo e la manutenzione sicura del macchinario.
- Passaporto russo del prodotto: Un documento tecnico specifico che riassume le caratteristiche principali, le specifiche e la conformitĂ del prodotto alle normative russe.
- Giustificazione di sicurezza: Un’analisi dettagliata dei rischi e delle misure adottate per garantire la sicurezza del prodotto durante il suo ciclo di vita, in conformitĂ con gli standard tecnici applicabili.
- Disegni del prodotto: Devono essere presentati in lingua russa e includere schemi tecnici, diagrammi e dettagli costruttivi rilevanti per la valutazione della conformitĂ .
- Delega del produttore al rappresentante: Un atto formale che autorizza un rappresentante legale (residente nell’Unione Eurasiatica) a gestire il processo di certificazione per conto del produttore estero. Questa figura è indispensabile, in quanto il produttore estero non può richiedere direttamente la certificazione.
- Campioni (se trasportabili): In molti casi, è richiesta la fornitura di campioni fisici del prodotto per l’esecuzione di test e prove di laboratorio.
- Protocolli di prova del laboratorio russo: Documenti che attestano l’esecuzione di test e prove specifiche su campioni del prodotto, condotte da laboratori accreditati all’interno dell’Unione Eurasiatica, e che ne dimostrano la conformitĂ ai requisiti tecnici.
Abbigliamento:
- Foto della collezione: Immagini rappresentative dei capi d’abbigliamento, utili per l’identificazione e la categorizzazione dei prodotti.
- Etichetta in lingua russa: Le etichette dei capi devono riportare le informazioni obbligatorie (composizione, taglia, istruzioni di lavaggio, ecc.) in lingua russa, in conformitĂ con le normative locali.
- Composizione del prodotto e relative percentuali: Una dichiarazione dettagliata dei materiali utilizzati per la fabbricazione dei capi e le relative percentuali, fondamentale per la valutazione della conformitĂ e la sicurezza.
- Distinzione tra prodotti per adulti e bambini: Ă cruciale specificare se i prodotti sono destinati a bambini o adulti, in quanto le normative e i requisiti di sicurezza possono variare significativamente per le diverse fasce d’etĂ .
- Campioni rappresentativi: Come per i macchinari, anche per l’abbigliamento possono essere richiesti campioni per i test di laboratorio, al fine di verificarne la composizione, la resistenza e la sicurezza.
- Protocolli di prova del laboratorio russo: Documenti che attestano i risultati delle prove di laboratorio condotte su tessuti e capi d’abbigliamento, a garanzia della loro conformitĂ agli standard di qualitĂ e sicurezza.
Un’ulteriore variabile che influisce sulla documentazione richiesta e sull’intero processo di certificazione è il centro di certificazione scelto. Ă importante sottolineare che le certificazioni EAC non sono emesse direttamente da istituzioni o agenzie statali. Il compito è demandato a laboratori privati, i quali devono possedere un accreditamento rilasciato da una delle cinque agenzie statali preposte alla supervisione delle certificazioni (russa, bielorussa, kazaka, kirghiza o armena). Nonostante le procedure di certificazione si riducano al raggiungimento del medesimo risultato di conformitĂ , questa differenziazione tra gli organismi di certificazione si traduce in significative variazioni in termini di costi e tempi di ottenimento per il cliente. La scelta dell’organismo accreditato può quindi avere un impatto notevole sull’efficienza e l’economicitĂ del processo.
Al netto di queste considerazioni, è fondamentale rimarcare che, in generale, il Certificato di ConformitĂ EAC richiede un processo piĂš lungo, costi maggiori e una documentazione molto piĂš estesa rispetto alla Dichiarazione di ConformitĂ EAC. Quest’ultima, pur avendo un costo e una complessitĂ inferiori, può essere sufficiente per determinate tipologie di prodotti a basso rischio. Per il Certificato di ConformitĂ , sono spesso richieste ispezioni presso gli stabilimenti di produzione, al fine di verificare la conformitĂ dei processi produttivi e la qualitĂ dei prodotti. Inoltre, la presenza di un certificato ISO (come ISO 9001 per la gestione della qualitĂ ) sull’azienda produttrice è spesso un requisito preferenziale o addirittura obbligatorio, in quanto attesta un elevato standard di gestione e controllo della produzione, facilitando il processo di certificazione.
Dichiarazione o Certificato EAC
Il rilascio del certificato EAC, cosi come della dichiarazione EAC, sono demandati ad organi di certificazione privati accreditati dalle autoritĂ di Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan, con l’ausilio di laboratori anch’essi accreditati dalle stesse autoritĂ . Tali strutture sono localizzate solamente nei paesi elencati, ma casi si avvalgo di rivenditori in altri paesi, che oltre al documento prestano servizi di consulenza. TechSert Group controlla il proprio organo di certificazione accreditato ed è strutturata per essere vicina ai propri clienti.
La legislazione in vigore dettaglia chiaramente quali prodotti necessitano di certificato EAC di conformità . Tale indicazione è solitamente presente negli allegati a quei regolamenti tecnici TR CU per cui la fattispecie del certificato EAC è prevista, e si ritengono applicabili ad un determinato prodotto. Per quanto riguarda il resto delle produzioni che rientrano nella legislazione EAC attraverso i TR CU, è la sola dichiarazione EAC, anche se è comunque possibile richiedere volontariamente, qualora il regolamente lo ammetta, un certificato EAC.
Entrambe sono certificazioni valide in Russia. La certificazione Gost ha le suo origini nella legislazione dellâUnione Sovietica, mentre le prime certificazioni EAC sono state emesse nel 2012. Il certificato Gost R ha validitĂ limitata alla Federazione Russa ed è necessario per quella che oggi è solo una residua parte dei prodotti in commercio. Le certificazioni EAC oggi coprono piĂš del 90% dei prodotti in commercio ed oltre che in Russia, tali certificazioni sono riconosciute ed emesse da Kazakistan, Bielorussia, Kirghizistan e Armenia.
Procedure di certificazione EAC
Si! La certificazione EAC prevede che tali documenti siano emessi sulla base di test report costituiti in accordo alle norme Gost, cosa che di principio limita le possibilitĂ di emissione a laboratori presenti nellâUnione Economica Eurasiatica. Inoltre, tutti gli schemi di certificazione EAC, con eccezione dello schema 1d, prevedono lâutilizzo di laboratori accreditati dagli organi dei paesi membri dellâunione EAC. A titolo dâesempio, la certificazione per abbigliamento, che non prevede lo schema 1d, richiede sempre che i prodotti siano inviati a laboratori accreditati. Questo ha implicato, da fine 2018, che il possessore di certificazione EAC debba disporre dei documenti che provino lâinvio dei campioni necessari nella Federazione Russa nelle modalitĂ specificate dalla normativa.
Dipende dalla tipologia di certificazione EAC e dallo schema di certificazione richiesto per legge. Nel caso di certificati EAC di conformitĂ , al contrario delle dichiarazioni EAC, secondo la normativa in vigore, sono previste ispezioni periodiche (annuali o biennali, oltre che la iniziale) in tutti gli stabilimenti produttivi.
In questo caso è possibile inviare il trasporto prima di ottenere la certificazione EAC e seguire una procedura di sdoganamento particolare. Tale procedura implica la presentazione di documenti che provino il processo di certificazione è in corso e la necessitĂ di portare lâoggetto della certificazione EAC allâinterno della Federazione Russa per poterlo completare. La dogana allâatto dello sdoganamento indicherĂ la data entro la quale attende il certificato o la dichiarazione EAC necessari (normalmente 45 giorni). Una volta in Russia il prodotto, anche presso strutture dellâimportatore o sul luogo di installazione potrĂ completare correttamente terminare lâiter di certificazione, ed il documento potrĂ quindi essere presentato alle autoritĂ doganali.
Documenti necessari per esportare in Russia
No, non è possibile esportare in Russia con la certificazione CE, ne con nessuna certificazione di alcun altro sistema di cui la Russia non sia parte. Rimango comunque prodotti che non sono soggetti allâobbligo di certificazione.
Potrebbe esserlo, ma è necessario esaminare esattamente i prodotti in oggetto. Infatti la certificazione EAC in proprio possesso potrebbe essere solo uno dei documenti necessari, altre certificazioni, EAC o meno potrebbero essere necessarie. Per esempio una valvola, per cui si è in possesso di una dichiarazione EAC in accordo alla normativa macchine TR CU 010/2011, potrebbe necessitare di una certificato EAC in accordo alla normativa per apparecchi in pressione TR CU 032/2013, nel caso venga installata in un impianto che richieda resistenza alla pressione. Allo stesso modo, un elemento di arredamento, per cui si è in possesso di una dichiarazione EAC in accordo alla normativa TR CU 025/2011, potrebbe necessitare di certificazione per la conformità alle norme antincendio, nel momento in cui venga installato in luoghi pubblici.
Solo se effettivamente la merce è certificata EAC. Nel caso in cui i prodotti siano certificati EAC è necessario apporre il marchio EAC sullâimballo, sui documenti e sulla confezione od etichetta destinata al cliente finale. Oltre al marchio EAC è necessario che documenti tecnici ed etichette siano in lingua russa.
Si, è sempre necessario che etichette e documenti tecnici siano correttamente tradotti in Russo. Le informazioni in ogni etichetta o targhetta sono resi espliciti nei relativi regolamenti tecnici EAC.
Ciò che viene tradotto letteralmente protocollo di test EAC, sono semplicemente i test report dei laboratori russi. Tali documenti sono la base necessaria su cui dichiarazione e certificato EAC di conformitĂ si poggiano. Per diversi anni tali documenti non sono stati rilasciati con le certificazioni EAC, ma tenuti in archivio. Da fine 2018 le autoritĂ russe hanno iniziato a richiedere i protocolli di test allâatto dello sdoganamento. La mancanza di rilevanza posta dalle autoritĂ su tale documentazione per tanti anni, ha fatto sĂŹ che tali documenti venissero generalmente mal conservati, cosa che è risultata nella difficoltĂ di risalire ad essi per certificazioni fatte anni fa.
Solo in casi particolari. Oltre alla certificazione EAC, lâarredamento potrebbe richiedere di certificati di resistenza al fuoco e calore, nel caso in cui siano destinati a luoghi di interesse pubblico come hotel e ministeri, oppure di certificazioni igieniche, nel caso in cui siano destinati a bambini sotto i 3 anni di etĂ . Inoltre è necessario specificare che di norma i mobili sono certificati secondo la regolamentazione TR CU 025/2012 (Sicurezza dei mobili), ma a seconda dei casi potrebbero dover avere certificazioni secondo TR CU 007/2011 (sicurezza bambini e adolescenti), TR CU 004/2011 (Sicurezza basso voltaggio), TR CU 017/2011 (sicurezza del tessile). Maggiori informazioni sulla pagina dedicata alla certificazione EAC per l’arredamento.
Il QR code applicato alle confezioni di alcune merci, è la parte visibile del nuovo sistema anticontraffazione Russa chiamo Cestnyj Znak.Â
A luglio 2019 i prodotti interessati erano:Â
- Sigarette
- Pellicce
- Scarpe
- Medicinali
A breve il Cestnyj Znak sarĂ esteso a:
- Latte e latticini
- Sedie a rotelle
- Biciclette
- Macchine fotografiche
- Pneumatici
- Abbigliamento
- Profumi
Le tempistiche di entrata in vigore e i periodi di transizione volontari, a causa di ritardi di implementazione, sono cambiati piĂš volte ed ancora non sono definitivi.
Il QR code del Cestnyj Znak viene assegnato con una particolare macchina crittografica che ogni importatore può richiedere alle autoritĂ competenti. Ă compito dellâimportatore, tramite lâuso di tale device, emettere i codici QR ed inviarli al produttore perchĂŠ li applichi sulle unitĂ di prodotto.Â
La mancanza di tali codici sulla merce in entrata nel paese implica salate multe, moltiplicate per il numero di unitĂ mancanti lâetichetta.
Certificazione EAC pratica
Per diversi anni le autoritĂ dellâUnione Economica Eurasiatica hanno, in alcuni settori come quello dellâarredamento ed abbigliamento, operato con un atteggiamento molto permissivo per quanto riguarda la presenza certificazioni EAC. I TR CU 017/2011 per lâindustria tessile e TR CU 025/2011 per i mobili, sono entrati in vigore nel 2012, ma per diversi anni un elevato numero di aziende ha operato senza di essi. Diversi step hanno portato alla situazione estremamente fiscale venuta a creatasi dal 2018, quando oltre alle certificazioni, le autoritĂ hanno iniziato attivamente a richiedere test reports di laboratori russi e i documenti di importazione dei campioni.
La necessitĂ di acquistare componentistica certificata EAC dipende dal regolamento tecnico a cui si fa riferimento.Â
La regolamentazione TR CU 010/2011 (normativa macchine) ad esempio specifica che la certificazione EAC di una macchina od impianto, secondo tale regolamento, esenta dalla necessità di certificare separatamente le sue componenti. Questo è valido anche quandunque il regolamento TR CU 010/2011 sia associato alle regolamentazione TR CU 020/2011 (EMC) e alla regolamentazione TR CU 004/2011 (basso voltaggio). Tale situazione comporta situazioni nelle quali ad esempio, un pannello di controllo, certificato separatamente, abbia bisogno di una certificato EAC secondo normative 004/2011 e 020/2011, ma se parte di una macchina, tale macchina richiederà solo una dichiarazione EAC secondo normative TR CU 010/2011, 004/2011 e 020/2011, molto piÚ economica e facile da ottenere.
Per quanto riguarda invece la normativa TR CU 012/2011 (idoneitĂ allâutilizzo in aree classificate), la Federazione Russa e lâUnione Economica Eurasiatica hanno chiarito che la certificazione ATEX, o altra certificazione equivalente, non sono riconosciute sul proprio territorio; di conseguenza è necessario che ogni elemento richiamato nellâanalisi dei rischi della certificazione EAC secondo TR CU 012/2011 sia a sua volta certificato secondo la setta normativa.
Per la certificazione EAC secondo TR CU 032/2013 ( apparati in pressione), invece il problema non si pone, dato che sono certificabili solo elementi come tubi, valvole e serbatoi, mentre non sono certificabili impianti o macchine.  Â





















