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Certificato EAC dell'Unione Doganale

certificato EAC

Il Certificato EAC dell’Unione Economica Eurasiatica, affiancato dalla Dichiarazione EAC, rappresenta una delle pietre angolari della nuova regolamentazione tecnica (TR CU) introdotta a partire dal 2011. Questo documento è imprescindibile per l’importazione e la commercializzazione di una vasta gamma di prodotti in Russia e negli altri Stati membri dell’Unione Economica Eurasiatica. La normativa attuale stabilisce una chiara distinzione tra l’ambito di applicazione del Certificato EAC e quello della Dichiarazione EAC, basandosi sulla valutazione delle criticitĂ  e dei rischi potenziali associati a ciascuna tipologia di prodotto. Sebbene si stimino circa 1,5 milioni di Dichiarazioni EAC rilasciate annualmente, il numero di Certificati EAC si attesta su cifre significativamente inferiori, non superando le 200.000 unitĂ .

Ambiti di Applicazione Specifici del Certificato EAC

L’impiego del Certificato EAC è prevalentemente concentrato in specifici regolamenti tecnici, tra cui spiccano:

  • TR CU 012/2011: Questo regolamento concerne le apparecchiature destinate a zone classificate a rischio di esplosione, fungendo da corrispettivo del certificato ATEX europeo. La sua importanza è cruciale per garantire la sicurezza in ambienti potenzialmente pericolosi.
  • TR CU 032/2013: Relativo alle apparecchiature in pressione, questo regolamento è l’equivalente della direttiva PED (Pressure Equipment Directive) europea. La sua applicazione è fondamentale per la prevenzione di incidenti legati a sistemi pressurizzati.
  • TR CU 007/2011: Riguarda la sicurezza dei prodotti destinati a bambini e adolescenti, sottolineando la particolare attenzione alla tutela di questa fascia d’etĂ  vulnerabile.
  • TR CU 017/2011: Questo regolamento si applica alla sicurezza dell’industria leggera, con un’attenzione particolare alla biancheria intima, evidenziando l’importanza della conformitĂ  anche per prodotti di uso quotidiano.

Differenze Chiave con la Dichiarazione EAC

La necessitĂ  del Certificato EAC, oltre ad essere prescritta dalla legislazione vigente, si distingue dalla Dichiarazione EAC per una diversa ripartizione delle responsabilitĂ  tra le parti coinvolte. Mentre nella Dichiarazione la responsabilitĂ  di quanto dichiarato ricade sul rappresentante, nel caso del Certificato essa viene trasferita all’organismo di certificazione che lo ha emesso. Questo aspetto sottolinea il ruolo piĂš incisivo e di garanzia dell’ente certificatore nel processo.

È importante notare che l’entrata in vigore dei regolamenti tecnici TR CU non è avvenuta in contemporanea per tutti i settori produttivi, ma è stata scaglionata nel tempo, come illustrato nel calendario di entrata in vigore della normativa EAC.

Vantaggi e Confronti con Altre Certificazioni

A livello pratico, il Certificato di ConformitĂ  EAC presenta numerose differenze rispetto ad altri documenti come il Certificato Gost R, il Certificato secondo regolamentazione tecnica Gost TR e la Dichiarazione di ConformitĂ  Gost R. La piĂš significativa è la sua validitĂ  estesa a tutti i paesi membri dell’Unione Economica Eurasiatica: Russia, Bielorussia, Kazakistan (inizialmente) e, dal 2016, anche Armenia e Kirghizistan.

A titolo esemplificativo, categorie di prodotti come gli alimentari, i cosmetici, i materiali da imballaggio e altri gruppi merceologici a basso rischio rientrano nell’ambito della Dichiarazione di ConformitĂ  EAC. Al contrario, prodotti destinati ai bambini e apparecchiature elettriche ed elettroniche sono generalmente soggetti all’obbligo di ottenere un Certificato di ConformitĂ  EAC, data la loro maggiore criticitĂ  e i potenziali rischi legati all’utilizzo.

Processo per l’Ottenimento del Certificato EAC

Il percorso per ottenere un Certificato EAC è strutturato in una serie di passaggi ben definiti e richiede l’interazione con un Organismo di Certificazione accreditato all’interno dell’Unione Eurasiatica. Il processo inizia con la preparazione e la presentazione da parte del richiedente di una documentazione tecnica e normativa completa relativa ai prodotti da certificare, unitamente a copie dei documenti costitutivi dell’azienda.

Un elemento cardine del processo è la fornitura di un campione del prodotto. Questo campione è indispensabile per l’esecuzione delle prove di certificazione, che vengono condotte presso laboratori accreditati. L’obiettivo di tali prove è verificare la piena conformitĂ  del prodotto ai requisiti di sicurezza stabiliti dai regolamenti tecnici applicabili. Una volta completate le analisi di laboratorio, viene redatto un protocollo di prova che certifica i risultati ottenuti. È proprio sulla base di questo protocollo che l’Organismo di Certificazione accreditato procede al rilascio del Certificato EAC.

ValiditĂ  e Sorveglianza Post-Certificazione

La validità di un Certificato EAC è variabile, potendo oscillare da un minimo di un anno a un massimo di cinque anni, in funzione dello schema di certificazione specifico selezionato e delle caratteristiche intrinseche del prodotto. Un aspetto cruciale da sottolineare è che la maggior parte degli schemi di certificazione non prevede solo una valutazione iniziale della conformità, ma include anche una procedura di analisi della produzione e un controllo ispettivo annuale obbligatorio.

Questo significa che, trascorsi dodici mesi dalla data di rilascio del certificato, il titolare è tenuto a sottoporsi a una verifica ispettiva presso la propria sede produttiva. Questa ispezione è volta a confermare il mantenimento delle condizioni di conformitĂ  iniziali. Questa attivitĂ  di sorveglianza periodica è di fondamentale importanza per garantire nel tempo la sicurezza e la qualitĂ  dei prodotti immessi sul mercato dell’Unione Eurasiatica, assicurando una tutela continua per i consumatori.

Normativa sul richiedente formale del Certificato EAC

Una differenza sostanziale per i produttori esteri risiede nella necessitĂ  di essere supportati, per la richiesta del Certificato EAC, dalla presenza di una societĂ  con sede nel territorio dell’Unione Economica Eurasiatica. In pratica, un produttore non registrato in almeno uno dei paesi dell’Unione (Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan) non può ottenere il Certificato EAC senza l’appoggio di una filiale locale o di una societĂ  terza che agisca come richiedente.

Tale richiedente (in russo “Zayavitel'”) può essere indistintamente una filiale della societĂ  sul territorio dell’Unione, un importatore, un distributore, un rappresentante o una societĂ  che offre servizi di rappresentanza ai soli fini certificativi. La ragione sociale del rappresentante sarĂ  riportata sul certificato, conferendogli il diritto di disporre del documento a suo piacimento e di autorizzarne o meno l’utilizzo da parte di altre entitĂ , incluso il produttore, tramite una delega apposita. Una volta ottenuto, il Certificato EAC conferisce il diritto e il dovere di applicare il logo EAC sul prodotto oggetto della certificazione, seguendo le modalitĂ  previste sia dalla regolamentazione generale del marchio EAC sia dal regolamento TR CU in base al quale è stato emesso il certificato.

Le differenze piĂš rilevanti nel processo di emissione del documento si riscontrano indubbiamente nella procedura di verifica, che in alcuni casi (a seconda del tipo di prodotto, della sua trasportabilitĂ  e della validitĂ  temporale del certificato richiesto) richiede: ispezione e test del prodotto presso il luogo di produzione, oppure l’invio di campioni presso il laboratorio russo, e infine un’analisi documentale approfondita.

La tempistica per l’emissione del Certificato EAC si attesta su un minimo di tre settimane, variabile a seconda del regolamento tecnico di riferimento, della completezza della documentazione fornita e del livello di collaborazione offerto dalla societĂ  rappresentante. Quest’ultima, oltre a dover fornire specifici documenti all’inizio della procedura, è tenuta a compilare e firmare moduli forniti dall’ente di certificazione.

Il Certificato EAC viene rilasciato su carta ufficiale, e una copia deve generalmente essere allegata ai documenti necessari per lo sdoganamento in Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan. Inoltre, deve essere esibito in originale o in copia alle autoritĂ  competenti in caso di esplicita richiesta. L’utilizzo del documento cosĂŹ ottenuto non è limitato, secondo la regolamentazione, ai soli rapporti con il soggetto rappresentante, ma è utilizzabile, previa autorizzazione del richiedente, per tutte le transazioni commerciali.

Il Certificato di ConformitĂ  EAC contiene diverse informazioni essenziali, tra cui: il nome del produttore, il nome del richiedente (che deve avere sede nell’Unione Doganale Eurasiatica), il nome dell’ente di certificazione che ha emesso il documento, il nome del prodotto o dei prodotti e il relativo codice doganale, la regolamentazione a cui il documento fa riferimento, i riferimenti del protocollo di test emesso dal laboratorio e, infine, la durata del certificato, che non può eccedere i 5 anni.

La Marcatura EAC: Un Sigillo di ConformitĂ  nell’Unione Economica Eurasiatica

Molti consumatori avranno certamente notato la presenza del marchio EAC (EurAsian Conformity) apposto sugli imballaggi di svariati prodotti, in particolare quelli alimentari, ma anche beni industriali e di consumo. Questa sigla, apparentemente semplice, racchiude in realtĂ  un significato cruciale nel contesto del commercio e della regolamentazione tecnica all’interno dell’Unione Economica Eurasiatica (UEE).

L’apposizione del marchio EAC non è una scelta arbitraria del produttore, bensĂŹ un requisito cogente stabilito dalle normative tecniche che regolamentano l’immissione sul mercato dei prodotti all’interno dei paesi membri dell’UEE. Questo blocco economico comprende attualmente Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan, e l’obiettivo primario della marcatura EAC è quello di garantire che i prodotti circolanti all’interno di questi stati abbiano superato rigorosi controlli di conformitĂ  e rispondano ai requisiti di sicurezza, salute e tutela ambientale definiti dai regolamenti tecnici unificati.

In sostanza, il marchio EAC funge da notifica immediata per l’acquirente, indicando chiaramente che il prodotto è stato sottoposto con successo a tutte le prove di laboratorio, le valutazioni tecniche e le procedure di conferma obbligatorie previste dalle normative dell’Unione Economica Eurasiatica. Questo processo di certificazione, spesso complesso e articolato, mira a proteggere i consumatori e a garantire una concorrenza leale tra i produttori, assicurando che tutti i beni in commercio rispettino standard qualitativi e di sicurezza minimi comuni.

La presenza del marchio EAC su un prodotto è quindi una garanzia di conformitĂ  alle normative tecniche dell’UEE, attestando che il fabbricante ha adempiuto a tutti gli obblighi previsti per immettere legalmente il proprio prodotto sul mercato eurasiatico. L’assenza di tale marcatura, laddove obbligatoria, può comportare il blocco della commercializzazione del prodotto, sanzioni amministrative e potenziali rischi per la sicurezza dei consumatori. Di conseguenza, la comprensione e il riconoscimento del marchio EAC sono elementi fondamentali sia per i produttori che intendono esportare nei paesi dell’UEE, sia per i consumatori che acquistano prodotti all’interno di questo vasto mercato.

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    Documenti necessari per il certificato EAC

    Al fine di ottenere le certificazioni EAC (Unione Economica Eurasiatica), è indispensabile presentare una documentazione completa e accurata. Questo insieme di documenti andrĂ  a costituire il “fascicolo di prova del prodotto”, un elemento cruciale per il processo di valutazione della conformitĂ . La composizione esatta di tale pacchetto documentale varia in base alla tipologia specifica del prodotto da certificare e alla natura della richiesta, ovvero se si tratti di una Dichiarazione EAC o di un Certificato EAC.

    A partire dal 1° luglio 2018, la gestione di questi documenti ha subito un’importante evoluzione. Oltre a essere raccolti e verificati dall’organo di certificazione, tutti i documenti devono essere caricati integralmente su un sistema informatico centralizzato. Questa piattaforma digitale è costantemente accessibile e soggetta a controlli da parte delle autoritĂ  competenti, garantendo maggiore trasparenza e tracciabilitĂ  dell’intero processo.

    Di seguito, una panoramica dettagliata dei documenti che possono comporre il fascicolo, suddivisi per le diverse fasi del processo di certificazione. È importante sottolineare che questo elenco è a titolo esemplificativo e non esaustivo, e la documentazione specifica richiesta potrà variare in base al prodotto e alla normativa applicabile:

    Documenti richiesti per la fase di preventivo:

    • Codice doganale (HS Code): Essenziale per l’identificazione univoca del prodotto e per la determinazione delle tariffe doganali e delle normative applicabili.
    • Descrizione dettagliata del prodotto: Una descrizione chiara e completa delle caratteristiche, della funzione e dell’ambito di utilizzo del prodotto.
    • Eventuali disegni tecnici: Planimetrie, schemi elettrici, disegni costruttivi o altri elaborati grafici che illustrano la struttura e le componenti del prodotto.
    • Ingredienti (nel caso di alimenti): Un elenco esaustivo di tutti gli ingredienti, con le relative percentuali, per prodotti alimentari.
    • Eventuale luogo di installazione: Specifiche sull’ambiente o il contesto in cui il prodotto verrĂ  installato o utilizzato, se rilevante per la sicurezza o la conformitĂ .
    • Paese di produzione: Indicazione chiara del paese in cui il prodotto è stato fabbricato.
    • Potenziali elementi di rischio: Identificazione e descrizione di eventuali rischi intrinseci legati al prodotto, come rischi di pressione, esplosione, elettrici, meccanici, ecc.
    • Percentuale di composizione (per abbigliamento e arredamento): Dettaglio dei materiali costitutivi e delle loro percentuali per prodotti tessili o di arredamento.

    Documenti aggiuntivi richiesti per l’emissione del documento finale (Certificato o Dichiarazione EAC), oltre a quelli giĂ  forniti per il preventivo:

    • Contratto di vendita o delega: Un documento legale che stabilisce il rapporto tra il produttore e il richiedente della certificazione, ad esempio un contratto di fornitura o una delega formale.
    • Atto di fondazione della societĂ  sponsorizzante: Documentazione legale relativa alla costituzione della societĂ  che richiede la certificazione.
    • Eventuali certificati di conformitĂ  europei: Certificati CE o altri documenti di conformitĂ  rilasciati in conformitĂ  alle direttive europee, che possono facilitare il processo di valutazione.
    • Ragione sociale del produttore: Denominazione legale completa e dati identificativi del produttore del prodotto.
    • Richiesta di certificazione: Un modulo specifico, solitamente prodotto dall’ente di certificazione, compilato e firmato dal richiedente.
    • Documenti operativi:
      • Passaporto tecnico russo: Un documento tecnico specifico richiesto dalla normativa russa, contenente informazioni dettagliate sul prodotto e la sua conformitĂ .
      • Manuale d’uso e manutenzione in russo: Un manuale completo che illustra l’utilizzo, la manutenzione e le precauzioni di sicurezza del prodotto, redatto in lingua russa. È importante notare che l’ente di certificazione può offrire il supporto per la redazione di questi documenti in formato standard, in linea con le direttive russe vigenti.
    • Descrizione delle scelte tecniche e di valutazione dei rischi: Un documento che illustra le soluzioni tecniche adottate nella progettazione e produzione del prodotto, unitamente all’analisi e alla valutazione dei rischi condotte per garantire il rispetto dei requisiti di sicurezza.
    • Certificato ISO sui processi: Un certificato che attesta la conformitĂ  dei processi produttivi del fabbricante agli standard internazionali ISO (ad esempio ISO 9001 per la qualitĂ ), se applicabile.
    • Caratteristiche tecniche: Documentazione dettagliata delle specifiche tecniche, delle prestazioni e dei parametri operativi del prodotto.
    • Protocollo di test del produttore: I risultati dei test e delle prove interne condotte dal produttore per verificare la conformitĂ  del prodotto ai requisiti tecnici e di sicurezza.
    • Certificati di conformitĂ  per materiali e componenti: Documenti che attestano la conformitĂ  dei singoli materiali e componenti utilizzati nella fabbricazione del prodotto.
    • Certificati di conformitĂ  per il prodotto: Eventuali certificati di conformitĂ  giĂ  ottenuti per il prodotto in altri contesti o mercati.
    • Altri documenti che confermano direttamente o indirettamente la conformitĂ  dei prodotti ai requisiti di sicurezza del regolamento tecnico:
      • Fotografie: Immagini chiare e rappresentative del prodotto da diverse angolazioni.
      • Disegni / schemi: Ulteriori disegni tecnici o schemi che supportano la comprensione del funzionamento o della struttura del prodotto.

    La corretta preparazione e presentazione di questa documentazione è fondamentale per garantire un processo di certificazione EAC efficiente e di successo, consentendo l’accesso dei prodotti ai mercati dell’Unione Economica Eurasiatica.

    Calendario di entrata in vigore dei regolmenti tecnici EAC

    • TR CU 006/2011 sulla sicurezza dei prodotti pirotecnici;
    • TR CU 019/2011 sulla sicurezza dei dispositivi di protezione individuale;
    • TR CU 005/2011 sulla sicurezza degli imballaggi;
    • TR CU 007/2011 sulla sicurezza dei prodotti per bambini e adolescenti;
    • TR CU 008/2011 sulla sicurezza dei giocattoli;
    • TR CU 009/2011 sulla sicurezza di profumeria e cosmesi;
    • TR CU 017/2011 sulla sicurezza dei prodotti dell’industria leggera (abbigliamento);
    • TR CU 013/2011 sulla qualitĂ  del carburante automobilistico e aeronautico, benzina, diesel e combustibile per uso marittimo, carburante per aerei e olio combustibile;
    • TR CU 004/2011 sulla sicurezza delle apparecchiature a bassa tensione;
    • TR CU 010/2011 sulla sicurezza delle macchine e attrezzature;
    • TR CU 011/2011 sulla sicurezza degli ascensori;
    • TR CU 012/2011 sulla sicurezza della apparecchiature per atmosfera potenzialmente esplosiva;
    • TR CU 016/2011 sulla sicurezza delle apparecchiature funzionanti a combustibile gassoso;
    • TR CU 020/2011 sulla compatibilitĂ  elettromagnetica dei dispositivi tecnici;
    • TR CU 015/2011 sulla sicurezza del grano;
    • TR CU 021/2011 sulla sicurezza dei prodotti alimentari;
    • TR CU 022/2011 sulle norme della marcatura dei prodotti alimentari;
    • TR CU 023/2011 per succhi di frutta e prodotti derivati da frutta e verdura;
    • TR CU 024/2011 per prodotti ottenuti da oli e grassi animali e vegetali;
    • TR CU 027/2012 sugli alimenti dietetici, tra cui alimenti dietetici destinati a fini medici speciali;
    • TR CU 029/2012 sulla sicurezza degli additivi alimentari, aromatizzanti e coadiuvanti tecnologici;
    • TR CU 026/2012 sulla sicurezza delle imbarcazioni fino a 20 metri;
    • TR CU 032/2013 sulla sicurezza delle attrezzature a pressione;
    • TR CU 030/2012 Oli e grassi lubrificanti, lubrificanti e fluidi speciali;
    • TR CU 001/2011 033/2013 sulla sicurezza del latte e derivati del latte;
    • TR CU 034/2013 sulla sicurezza delle carni e prodotti a base di carne;
    • TR CU 025/2012 sulla sicurezza di mobili e oggetti d’arredamento;
    • TR CU 028/2012 sulla sicurezza di materiale esplosivo e prodotti a base di esplosivo;
    • TR CU 001/2011 sulla sicurezza del materiale rotabile ferroviario;
    • TR CU 002/2011 sulla sicurezza dei mezzi ferroviari ad alta velocitĂ ;
    • TR CU 003/2011 sulla sicurezza delle infrastrutture ferroviarie;
    • TR CU 018/2011 sulla sicurezza dei veicoli a motore; 
    • TR CU 014/2011 sulla sicurezza delle strade.
    • TR CU 031/2012 sulla sicurezza dei trattori agricoli o forestali e dei loro rimorchi. 

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