Certificazione EAC – TR CU per l’Unione Economica Eurasiatica

La Certificazione EAC è il documento indispensabile per esportare i tuoi prodotti in Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan. Questo documento unico attesta la conformità ai Regolamenti Tecnici (TR CU) dell’Unione e sostituisce quasi integralmente i vecchi certificati nazionali GOST, permettendo la libera circolazione delle merci in tutti i 5 paesi membri.
A seconda della tipologia del prodotto e del suo livello di rischio, la normativa prevede due forme distinte di attestazione:
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Il Certificato di Conformità EAC: Rilasciato da un ente certificatore accreditato a seguito di test di laboratorio e audit. È obbligatorio per prodotti considerati “ad alto rischio” (es. macchinari pericolosi, giocattoli, abbigliamento per bambini).
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La Dichiarazione di Conformità EAC: Un’auto-dichiarazione registrata ufficialmente, dove la responsabilità della conformità ricade sul richiedente. È fondamentale ricordare che, per legge, il richiedente (Applicant) deve essere sempre un soggetto giuridico registrato nel territorio dell’Unione (il vostro importatore o un Rappresentante Autorizzato).

Dichiarazione o Certificato EAC
Il rilascio del certificato EAC, cosi come della dichiarazione EAC, sono demandati ad organi di certificazione privati accreditati dalle autorità di Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan, con l’ausilio di laboratori anch’essi accreditati dalle stesse autorità. Tali strutture sono localizzate solamente nei paesi elencati, ma casi si avvalgo di rivenditori in altri paesi, che oltre al documento prestano servizi di consulenza. TechSert Group controlla il proprio organo di certificazione accreditato ed è strutturata per essere vicina ai propri clienti.
Sebbene entrambi permettano l’uso del logo EAC e sanciscano la conformità normativa, la differenza sta nel livello di rischio del prodotto:
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Certificato EAC: Obbligatorio per prodotti ad alto rischio o criticità (es. prodotti per bambini, apparecchiature elettriche ed elettroniche). Richiede verifiche più stringenti da parte dell’ente.
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Dichiarazione EAC: Utilizzata per categorie a rischio medio-basso (es. alimentari, cosmetici, materiali da imballaggio). Ogni Regolamento Tecnico contiene elenchi dettagliati che specificano quale dei due documenti sia necessario per la tua merce.
La legislazione in vigore dettaglia chiaramente quali prodotti necessitano di certificato EAC di conformità. Tale indicazione è solitamente presente negli allegati a quei regolamenti tecnici TR CU per cui la fattispecie del certificato EAC è prevista, e si ritengono applicabili ad un determinato prodotto. Per quanto riguarda il resto delle produzioni che rientrano nella legislazione EAC attraverso i TR CU, è la sola dichiarazione EAC, anche se è comunque possibile richiedere volontariamente, qualora il regolamente lo ammetta, un certificato EAC.
La validità può variare da 1 a 5 anni, a seconda dello schema scelto. Tuttavia, è fondamentale sapere che per i Certificati con validità pluriennale (superiore a un anno) è obbligatorio sottoporsi a un controllo ispettivo annuale (audit della produzione). Dopo i primi 12 mesi, l’ente verificherà che le condizioni di conformità siano mantenute; in caso contrario, il certificato potrebbe essere sospeso o revocato.
Entrambe sono certificazioni valide in Russia. La certificazione Gost ha le suo origini nella legislazione dell’Unione Sovietica, mentre le prime certificazioni EAC sono state emesse nel 2012. Il certificato Gost R ha validità limitata alla Federazione Russa ed è necessario per quella che oggi è solo una residua parte dei prodotti in commercio. Le certificazioni EAC oggi coprono più del 90% dei prodotti in commercio ed oltre che in Russia, tali certificazioni sono riconosciute ed emesse da Kazakistan, Bielorussia, Kirghizistan e Armenia.
Procedure di certificazione EAC
No. La normativa impone che il richiedente (in russo Zayavitel) sia obbligatoriamente una persona giuridica residente in uno dei cinque paesi membri. Il produttore estero non può figurare come richiedente diretto. È necessario appoggiarsi a un partner locale (importatore o distributore) oppure utilizzare un servizio di “Applicant Service”: possiamo agire noi da intermediari, fornendo un richiedente formale terzo che detenga il documento per conto del produttore, svincolandolo da un singolo importatore.
Si! La certificazione EAC prevede che tali documenti siano emessi sulla base di test report costituiti in accordo alle norme Gost, cosa che di principio limita le possibilità di emissione a laboratori presenti nell’Unione Economica Eurasiatica. Inoltre, tutti gli schemi di certificazione EAC, con eccezione dello schema 1d, prevedono l’utilizzo di laboratori accreditati dagli organi dei paesi membri dell’unione EAC. A titolo d’esempio, la certificazione per abbigliamento, che non prevede lo schema 1d, richiede sempre che i prodotti siano inviati a laboratori accreditati. Questo ha implicato, da fine 2018, che il possessore di certificazione EAC debba disporre dei documenti che provino l’invio dei campioni necessari nella Federazione Russa nelle modalità specificate dalla normativa.
Il processo prevede l’interazione con un Organismo di Certificazione accreditato e si svolge in fasi precise:
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Analisi della documentazione tecnica e normativa dell’azienda.
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Invio obbligatorio di un campione del prodotto in Russia.
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Esecuzione delle prove presso un laboratorio accreditato.
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Emissione del Protocollo di Prova. Solo sulla base di questo protocollo, l’ente rilascia il Certificato EAC finale.
Sì, la situazione è cambiata drasticamente rispetto al passato. A partire dalla fine del 2018, per contrastare il fenomeno delle certificazioni “facili” (rilasciate senza reali verifiche tecniche), l’Ente Federale di Accreditamento (Rosakkreditatsiya) e il Servizio Federale delle Dogane hanno attivato un sistema di controlli incrociati molto rigoroso.
Oggi non basta ottenere il certificato; è necessario poter dimostrare la correttezza dell’intero processo attraverso due prove documentali fondamentali:
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La prova dell’invio dei Campioni (Tracciabilità Doganale): Secondo gli art. 24 e 25 della Legge Federale N. 184-FZ, l’ingresso dei campioni in Russia deve avvenire in data antecedente all’emissione del certificato.
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Attenzione: Non basta una spedizione generica. La bolla doganale deve classificare esplicitamente la merce come “Campionatura destinata alla certificazione”. Spedizioni dichiarate come “omaggi”, “vendita” o altro non sono più accettate come prova valida dalle autorità.
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I Protocolli di Test (Realmente effettuati): In accordo con la Decisione della Commissione N. 293 e la normativa GOST, il certificato deve basarsi su Test Report reali, emessi da un laboratorio accreditato situato nel territorio dell’Unione.
Il rischio: Se durante un controllo doganale manca la prova dell’invio dei campioni o i protocolli di test risultano incongruenti, il certificato viene annullato d’ufficio (spesso retroattivamente), con conseguente blocco della merce in dogana e sanzioni amministrative.
Dipende dalla tipologia di certificazione EAC e dallo schema di certificazione richiesto per legge. Nel caso di certificati EAC di conformità, al contrario delle dichiarazioni EAC, secondo la normativa in vigore, sono previste ispezioni periodiche (annuali o biennali, oltre che la iniziale) in tutti gli stabilimenti produttivi.
In questo caso è possibile inviare il trasporto prima di ottenere la certificazione EAC e seguire una procedura di sdoganamento particolare. Tale procedura implica la presentazione di documenti che provino il processo di certificazione è in corso e la necessità di portare l’oggetto della certificazione EAC all’interno della Federazione Russa per poterlo completare. La dogana all’atto dello sdoganamento indicherà la data entro la quale attende il certificato o la dichiarazione EAC necessari (normalmente 45 giorni). Una volta in Russia il prodotto, anche presso strutture dell’importatore o sul luogo di installazione potrà completare correttamente terminare l’iter di certificazione, ed il documento potrà quindi essere presentato alle autorità doganali.
L’ottenimento delle certificazioni EAC (Unione Economica Eurasiatica) è un passaggio fondamentale per l’immissione di prodotti sui mercati di Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Armenia. Il processo richiede la presentazione di una documentazione specifica, che va a costituire il fascicolo di prova del prodotto. La natura di questo pacchetto documentale varia in base alla tipologia di prodotto e al tipo di certificazione richiesta, ovvero una Dichiarazione EAC o un Certificato EAC.
Dal 1° luglio 2018, la raccolta e la gestione di questa documentazione sono state digitalizzate. Oltre alla raccolta da parte dell’organo di certificazione, l’intero pacchetto deve essere caricato su un sistema informatico centralizzato. Questo sistema è costantemente accessibile alle autorità per controlli e verifiche, garantendo trasparenza e conformità.
I documenti che possono comporre il fascicolo, sebbene non esaustivi, includono elementi specifici a seconda della categoria merceologica. Di seguito vengono forniti esempi per due macro-categorie:
Macchinari ed apparecchiature:
- Manuale d’uso e manutenzione: È obbligatorio che sia redatto in lingua russa, fornendo istruzioni chiare e dettagliate per l’utilizzo e la manutenzione sicura del macchinario.
- Passaporto russo del prodotto: Un documento tecnico specifico che riassume le caratteristiche principali, le specifiche e la conformità del prodotto alle normative russe.
- Giustificazione di sicurezza: Un’analisi dettagliata dei rischi e delle misure adottate per garantire la sicurezza del prodotto durante il suo ciclo di vita, in conformità con gli standard tecnici applicabili.
- Disegni del prodotto: Devono essere presentati in lingua russa e includere schemi tecnici, diagrammi e dettagli costruttivi rilevanti per la valutazione della conformità.
- Delega del produttore al rappresentante: Un atto formale che autorizza un rappresentante legale (residente nell’Unione Eurasiatica) a gestire il processo di certificazione per conto del produttore estero. Questa figura è indispensabile, in quanto il produttore estero non può richiedere direttamente la certificazione.
- Campioni (se trasportabili): In molti casi, è richiesta la fornitura di campioni fisici del prodotto per l’esecuzione di test e prove di laboratorio.
- Protocolli di prova del laboratorio russo: Documenti che attestano l’esecuzione di test e prove specifiche su campioni del prodotto, condotte da laboratori accreditati all’interno dell’Unione Eurasiatica, e che ne dimostrano la conformità ai requisiti tecnici.
Abbigliamento:
- Foto della collezione: Immagini rappresentative dei capi d’abbigliamento, utili per l’identificazione e la categorizzazione dei prodotti.
- Etichetta in lingua russa: Le etichette dei capi devono riportare le informazioni obbligatorie (composizione, taglia, istruzioni di lavaggio, ecc.) in lingua russa, in conformità con le normative locali.
- Composizione del prodotto e relative percentuali: Una dichiarazione dettagliata dei materiali utilizzati per la fabbricazione dei capi e le relative percentuali, fondamentale per la valutazione della conformità e la sicurezza.
- Distinzione tra prodotti per adulti e bambini: È cruciale specificare se i prodotti sono destinati a bambini o adulti, in quanto le normative e i requisiti di sicurezza possono variare significativamente per le diverse fasce d’età.
- Campioni rappresentativi: Come per i macchinari, anche per l’abbigliamento possono essere richiesti campioni per i test di laboratorio, al fine di verificarne la composizione, la resistenza e la sicurezza.
- Protocolli di prova del laboratorio russo: Documenti che attestano i risultati delle prove di laboratorio condotte su tessuti e capi d’abbigliamento, a garanzia della loro conformità agli standard di qualità e sicurezza.
Un’ulteriore variabile che influisce sulla documentazione richiesta e sull’intero processo di certificazione è il centro di certificazione scelto. È importante sottolineare che le certificazioni EAC non sono emesse direttamente da istituzioni o agenzie statali. Il compito è demandato a laboratori privati, i quali devono possedere un accreditamento rilasciato da una delle cinque agenzie statali preposte alla supervisione delle certificazioni (russa, bielorussa, kazaka, kirghiza o armena). Nonostante le procedure di certificazione si riducano al raggiungimento del medesimo risultato di conformità, questa differenziazione tra gli organismi di certificazione si traduce in significative variazioni in termini di costi e tempi di ottenimento per il cliente. La scelta dell’organismo accreditato può quindi avere un impatto notevole sull’efficienza e l’economicità del processo.
Al netto di queste considerazioni, è fondamentale rimarcare che, in generale, il Certificato di Conformità EAC richiede un processo più lungo, costi maggiori e una documentazione molto più estesa rispetto alla Dichiarazione di Conformità EAC. Quest’ultima, pur avendo un costo e una complessità inferiori, può essere sufficiente per determinate tipologie di prodotti a basso rischio. Per il Certificato di Conformità, sono spesso richieste ispezioni presso gli stabilimenti di produzione, al fine di verificare la conformità dei processi produttivi e la qualità dei prodotti. Inoltre, la presenza di un certificato ISO (come ISO 9001 per la gestione della qualità) sull’azienda produttrice è spesso un requisito preferenziale o addirittura obbligatorio, in quanto attesta un elevato standard di gestione e controllo della produzione, facilitando il processo di certificazione.
Documenti necessari per esportare in Russia
No, non è possibile esportare in Russia con la certificazione CE, ne con nessuna certificazione di alcun altro sistema di cui la Russia non sia parte. Rimango comunque prodotti che non sono soggetti all’obbligo di certificazione.
Potrebbe esserlo, ma è necessario esaminare esattamente i prodotti in oggetto. Infatti la certificazione EAC in proprio possesso potrebbe essere solo uno dei documenti necessari, altre certificazioni, EAC o meno potrebbero essere necessarie. Per esempio una valvola, per cui si è in possesso di una dichiarazione EAC in accordo alla normativa macchine TR CU 010/2011, potrebbe necessitare di una certificato EAC in accordo alla normativa per apparecchi in pressione TR CU 032/2013, nel caso venga installata in un impianto che richieda resistenza alla pressione. Allo stesso modo, un elemento di arredamento, per cui si è in possesso di una dichiarazione EAC in accordo alla normativa TR CU 025/2011, potrebbe necessitare di certificazione per la conformità alle norme antincendio, nel momento in cui venga installato in luoghi pubblici.
Solo se effettivamente la merce è certificata EAC. Nel caso in cui i prodotti siano certificati EAC è necessario apporre il marchio EAC sull’imballo, sui documenti e sulla confezione od etichetta destinata al cliente finale. Oltre al marchio EAC è necessario che documenti tecnici ed etichette siano in lingua russa.
Si, è sempre necessario che etichette e documenti tecnici siano correttamente tradotti in Russo. Le informazioni in ogni etichetta o targhetta sono resi espliciti nei relativi regolamenti tecnici EAC.
Molti consumatori avranno certamente notato la presenza del marchio EAC (EurAsian Conformity) apposto sugli imballaggi di svariati prodotti, in particolare quelli alimentari, ma anche beni industriali e di consumo. Questa sigla, apparentemente semplice, racchiude in realtà un significato cruciale nel contesto del commercio e della regolamentazione tecnica all’interno dell’Unione Economica Eurasiatica (UEE).
L’apposizione del marchio EAC non è una scelta arbitraria del produttore, bensì un requisito cogente stabilito dalle normative tecniche che regolamentano l’immissione sul mercato dei prodotti all’interno dei paesi membri dell’UEE. Questo blocco economico comprende attualmente Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan, e l’obiettivo primario della marcatura EAC è quello di garantire che i prodotti circolanti all’interno di questi stati abbiano superato rigorosi controlli di conformità e rispondano ai requisiti di sicurezza, salute e tutela ambientale definiti dai regolamenti tecnici unificati.
In sostanza, il marchio EAC funge da notifica immediata per l’acquirente, indicando chiaramente che il prodotto è stato sottoposto con successo a tutte le prove di laboratorio, le valutazioni tecniche e le procedure di conferma obbligatorie previste dalle normative dell’Unione Economica Eurasiatica. Questo processo di certificazione, spesso complesso e articolato, mira a proteggere i consumatori e a garantire una concorrenza leale tra i produttori, assicurando che tutti i beni in commercio rispettino standard qualitativi e di sicurezza minimi comuni.
La presenza del marchio EAC su un prodotto è quindi una garanzia di conformità alle normative tecniche dell’UEE, attestando che il fabbricante ha adempiuto a tutti gli obblighi previsti per immettere legalmente il proprio prodotto sul mercato eurasiatico. L’assenza di tale marcatura, laddove obbligatoria, può comportare il blocco della commercializzazione del prodotto, sanzioni amministrative e potenziali rischi per la sicurezza dei consumatori. Di conseguenza, la comprensione e il riconoscimento del marchio EAC sono elementi fondamentali sia per i produttori che intendono esportare nei paesi dell’UEE, sia per i consumatori che acquistano prodotti all’interno di questo vasto mercato.
Ciò che viene tradotto letteralmente protocollo di test EAC, sono semplicemente i test report dei laboratori russi. Tali documenti sono la base necessaria su cui dichiarazione e certificato EAC di conformità si poggiano. Per diversi anni tali documenti non sono stati rilasciati con le certificazioni EAC, ma tenuti in archivio. Da fine 2018 le autorità russe hanno iniziato a richiedere i protocolli di test all’atto dello sdoganamento. La mancanza di rilevanza posta dalle autorità su tale documentazione per tanti anni, ha fatto sì che tali documenti venissero generalmente mal conservati, cosa che è risultata nella difficoltà di risalire ad essi per certificazioni fatte anni fa.
Solo in casi particolari. Oltre alla certificazione EAC, l’arredamento potrebbe richiedere di certificati di resistenza al fuoco e calore, nel caso in cui siano destinati a luoghi di interesse pubblico come hotel e ministeri, oppure di certificazioni igieniche, nel caso in cui siano destinati a bambini sotto i 3 anni di età. Inoltre è necessario specificare che di norma i mobili sono certificati secondo la regolamentazione TR CU 025/2012 (Sicurezza dei mobili), ma a seconda dei casi potrebbero dover avere certificazioni secondo TR CU 007/2011 (sicurezza bambini e adolescenti), TR CU 004/2011 (Sicurezza basso voltaggio), TR CU 017/2011 (sicurezza del tessile). Maggiori informazioni sulla pagina dedicata alla certificazione EAC per l’arredamento.
Il QR code applicato alle confezioni di alcune merci, è la parte visibile del nuovo sistema anticontraffazione russa chiamato Cestnyj Znak.
A luglio 2019 i prodotti interessati erano:
- Sigarette
- Pellicce
- Scarpe
- Medicinali
A breve il Cestnyj Znak sarà esteso a:
- Latte e latticini
- Sedie a rotelle
- Biciclette
- Macchine fotografiche
- Pneumatici
- Abbigliamento
- Profumi
Le tempistiche di entrata in vigore e i periodi di transizione volontari, a causa di ritardi di implementazione, sono cambiati più volte ed ancora non sono definitivi.
Il QR code del Cestnyj Znak viene assegnato con una particolare macchina crittografica che ogni importatore può richiedere alle autorità competenti. È compito dell’importatore, tramite l’uso di tale device, emettere i codici QR ed inviarli al produttore perché li applichi sulle unità di prodotto.
La mancanza di tali codici sulla merce in entrata nel paese implica salate multe, moltiplicate per il numero di unità mancanti l’etichetta.
Certificazione EAC pratica
Per diversi anni le autorità dell’Unione Economica Eurasiatica hanno, in alcuni settori come quello dell’arredamento ed abbigliamento, operato con un atteggiamento molto permissivo per quanto riguarda la presenza certificazioni EAC. I TR CU 017/2011 per l’industria tessile e TR CU 025/2011 per i mobili, sono entrati in vigore nel 2012, ma per diversi anni un elevato numero di aziende ha operato senza di essi. Diversi step hanno portato alla situazione estremamente fiscale venuta a creatasi dal 2018, quando oltre alle certificazioni, le autorità hanno iniziato attivamente a richiedere test reports di laboratori russi e i documenti di importazione dei campioni.
È necessario acquistare componentistica marchiata EAC per poter certificare un prodotto od impianto?
La necessità di acquistare componentistica certificata EAC dipende dal regolamento tecnico a cui si fa riferimento.
La regolamentazione TR CU 010/2011 (normativa macchine) ad esempio specifica che la certificazione EAC di una macchina od impianto, secondo tale regolamento, esenta dalla necessità di certificare separatamente le sue componenti. Questo è valido anche quandunque il regolamento TR CU 010/2011 sia associato alle regolamentazione TR CU 020/2011 (EMC) e alla regolamentazione TR CU 004/2011 (basso voltaggio). Tale situazione comporta situazioni nelle quali ad esempio, un pannello di controllo, certificato separatamente, abbia bisogno di una certificato EAC secondo normative 004/2011 e 020/2011, ma se parte di una macchina, tale macchina richiederà solo una dichiarazione EAC secondo normative TR CU 010/2011, 004/2011 e 020/2011, molto più economica e facile da ottenere.
Per quanto riguarda invece la normativa TR CU 012/2011 (idoneità all’utilizzo in aree classificate), la Federazione Russa e l’Unione Economica Eurasiatica hanno chiarito che la certificazione ATEX, o altra certificazione equivalente, non sono riconosciute sul proprio territorio; di conseguenza è necessario che ogni elemento richiamato nell’analisi dei rischi della certificazione EAC secondo TR CU 012/2011 sia a sua volta certificato secondo la setta normativa.
Per la certificazione EAC secondo TR CU 032/2013 ( apparati in pressione), invece il problema non si pone, dato che sono certificabili solo elementi come tubi, valvole e serbatoi, mentre non sono certificabili impianti o macchine.
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